Descrizione
La valutazione nella scuola dell’infanzia si configura come un processo educativo complesso, sistemico e intenzionale, finalizzato a comprendere, documentare e accompagnare lo sviluppo globale del bambino nelle sue dimensioni motoria, cognitiva, comunicativa, emotivo–relazionale e sociale.
Essa non assume in alcun modo una funzione selettiva o certificativa, ma si colloca all’interno di una prospettiva formativa, descrittiva e orientativa, coerente con la specificità del segmento 3–6 anni e con il principio del rispetto dei tempi di maturazione e delle potenzialità evolutive individuali.
In coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, la valutazione è fondata su osservazioni sistematiche, documentazione pedagogica e riflessione professionale, e si pone come parte integrante del processo di progettazione educativa. Essa non si traduce in una misurazione delle prestazioni, bensì in una lettura qualitativa dei processi di apprendimento e partecipazione, strettamente connessa ai contesti di esperienza, alle modalità di mediazione educativa e alle opportunità offerte dall’ambiente. In tale cornice, il riferimento al modello ICF – Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità costituisce un fondamento teorico e operativo di particolare rilevanza, pienamente coerente sia con le Indicazioni nazionali sia con il quadro normativo vigente in materia di inclusione scolastica. Il paradigma bio–psico–sociale dell’ICF consente infatti di superare approcci riduttivi centrati esclusivamente sul deficit o sulla prestazione, interpretando lo sviluppo come il risultato dell’interazione dinamica tra caratteristiche individuali, attività, contesti di vita e fattori ambientali.







